Giostra Monselice


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Articolo su Scacchierando

Il Mattino di Padova - articolo del 4 settembre


LE CONTRADE DI MONSELICE

Vera ossatura della manifestazione le Contrade rappresentano la storia e le storie che si sono sedimentate nella memoria degli abitanti. Nove angoli di Monselice per un appuntamento che riporta la cittadella euganea al centro delle feste di settembre nella nostra provincia; richiama persone anche da fuori; riporta quanti vi partecipano indietro nel tempo ad un periodo che ha dato forma all'odierno gioiello architettonico. Conoscerne le caratteristiche distintive, cioé i colori, i simboli, il personaggio storico, la macchina da guerra e la bottega aiuta a capire meglio la Giostra della Rocca, l'entusiasmo che l'accompagna, il lavoro di centinaia di persone per fare di queste giornate un evento indimenticabile. Vediamole.

CARMINE
- Il colore di questa contrada é il bianco-rosso e il suo simbolo Atlante, personaggio della mitologia classica con il mondo sulle spalle. Tra l'altro, statua che sorge effettivamente sulla sommità del monte Ricco, il colle che domina la contrada stessa. Da qui scenderà per unirsi al grande corteo la contrada del Carmine portando la propria macchina da guerra, la torre d'assalto. La bottega artigiana che la contraddistingue é quella dei bottai. Il corteo presenta come proprio personaggio storico l'Arcivescovo Fontana.

CA' ODDO
- I suoi colori sono il bianco-rosa; il suo simbolo, la "povolata", un albero secolare che svetta al centro di Ca' Oddo e che occupa, stilizzato, il centro del gonfalone; il personaggio storico é Araldo e Monte figli di nobili locali che ebbero il coraggio di attentare la vita di Ezzelino III da Romano, Signore anche di Monselice durante la sua non breve tirannia. La bottega artigiana é quella dei Fabbri, attività in epoca medioevale molto apprezzata perchè forniva utensili e ogni altro materiale ferroso allora utile, per il lavoro o la guerra. L'arma da guerra é il "trabocco", il più potente pezzo d'artiglieria impiegato nel medioevo.

MARENDOLE
- Colore: bianco-nero; simbolo: il drago, quello che la leggenda vuole essersi ingoiato un bambino sul Monte Fiorin per poi fuggire nelle viscere della terra alla presenza di un vescovo esorcista. Punto nel quale venne poi lasciata una lapide con su scritto "In Domino confido"; Personaggio storico: Cardinale Simone Paltanieri, fautore del Duomo Vecchio; macchina da guerra: catapulta; bottega artigiana: gli scalpellini, a ricordo del mestiere molto diffuso dell'estrazione e lavorazione della trachite.

MONTICELLI
- Il colore della contrada é il rosso-nero; il suo simbolo, il Capitello; personaggio storico: Francesco Petrarca, il grande poeta che chiuse la sua vita poco lontano da Monselice e che qui godeva di un modesto beneficio canonicale. Catapulta anche per Monticelli per quanto concerne la macchina da guerra, mentre la bottega artigiana é quella dei mugnai.

SAN BORTOLO
- Il colore per San Bortolo é verde-rosa; il suo simbolo, la Capa Santa, un tempo usata per la questua e oggi quasi considerata un portafortuna; il personaggio storico: i domenicani; la macchina da guerra: l'ariete; la bottega artigiana: gli ortolani.

SAN COSMA
- Bianco-verde il colore e grappolo d'uva il simbolo, a ricordare questa pregevole cultura qui molto curata e ancora capace di ottime produzioni vinicole. Personaggio storico: i crociati; macchina da guerra: l'arcobalestra e bottega artigiana, in sintonia con la vocazione già nel simbolo, i vignaioli.

SAN GIACOMO
- I colori sono bianco e azzurro, mentre il simbolo é rappresentato da due braccia che s'incrociano, quello di San Francesco e quello di Cristo; un segno che richiama il convento francescano, appunto, presente nella contrada e originariamente destinato a ospedale per pellegrini. I Carraresi sono i personaggi storici di San Giacomo; la catapulta, la macchina da guerra e i tessitori i rappresentanti della bottega artigiana.

SAN MARTINO
- I colori di San Martino sono giallo e blu; il simbolo é il pane di Santa Lucia protettrice della vista e patrona della contrada; il personaggio storico é Federico II di Svevia, il grande imperatore che effettivamente giunse e dimoró a Monselice nel 1239. La macchina da guerra é una balestra lancia-tronchi e la bottega artigiana che la identifica quella dei conciatori di pelli.

TORRE
- La nona e ultima contrada, ma solo per via dell'ordine alfabetico, é quella della Torre. Un nome che é anche il simbolo della contrada e che rappresenta il centro di Monselice, dove la costruzione s'innalza. I colori sono bianco-rosso mentre il personaggio storico é Ezzelino III Da Romano che nella parte più antica del Castello dimoró quando fu Signore di Monselice. La macchina da guerra di questa contrada é la catapulta da difesa mentre la bottega artigiana presenta i burocrati. Oggi a Monselice, tutto questo e molto, molto di più...


GIOSTRA DELLA ROCCA

La maggiore manifestazione di attrazione turistica che offre la città é fuori dubbio la Giostra della Rocca.
A settembre si celebra questa rievocazione folcloristica che culmina con la gara della Quintana dove viene consegnato il Palio ricordo alla contrada vincitrice; si tratta di un drappo dipinto dall‘artista Luciano Zambolin. Si tiene la spettacolare sfilata per il centro storico di oltre 1200 figuranti in costume d‘epoca.
Rappresentano personaggi ed episodi legati alle 9 contrade. La manifestazione ha un epilogo con il Palio dei Santi; il 1° novembre viene consegnato il premio aggiudicato dal 1993 ad oggi alla contrada che ottiene il maggior punteggio nella sommatoria delle gare sostenute durante la Giostra della Rocca. Così si compone l‘Albo d‘Oro della manifestazione. La Giostra della Rocca é una rievocazione storica che rimanda al secolo XIII della città.
Un secolo denso di avvenimenti dalla portata storica che ha segnato la storia stessa della comunità. Artigiani, contadini, viandanti, signori e nobili, clero regolare e secolare convivevano in questo lembo di terra euganea tra la cima della Rocca e il canale.
Al tempo il borgo fortificato abbarbicato sulla cima e lungo le pendici del Colle della Rocca diviene protagonista nella lotta tra l‘imperatore Federico II e i liberi Comuni. Nel 1237 l‘imperatore svevo attraversa l‘Italia e la città si offrì ghibellina grazie alla mediazione e al calcolo politico di Nicoló da Lozzo ed il monselicense Pesce Paltanieri.
Quest‘ultimo, primo tra i castellani di Monselice prendendo la parola nell‘assemblea ghibellina (gravitante nell‘orbita imperiale) assicuró fedeltà della terra monselicense e dei suoi abitanti all‘impero. Ezzelino III da Romano, signore della Marca non lasció scappare l‘opportunità di patrocinio.
A tal punto che lo stesso Federico II nel 1239 pose dimora in Monselice decretandola sua Camera speciale imperiale. Vi tenne corte e tribunale e diede un segno speciale ai capifamiglia: fregiarsi del ferraiolo, dotando la città di sigillo e concedendo di fregiarsi con i colori dell‘impero: il bianco e rosso del proprio vessillo. L‘imperatore ordinó di potenziare la fortificazione del colle e della città, dotandola di possenti cerchia di mura, trasformandola in breve tempo in una vera e propria macchina da guerra, un vero e proprio “castello”.
La Giostra della Rocca, fondata da Virio Gemignani nel 1986 in seno alla Pro Loco presieduta da Franco Scarso, ha il merito di far rivivere quei tempi passati in formidabile folclore che diventa tradizione. All‘imperatore Federico II la città ha dedicato lo Scalone ed affisso un bassorilievo di Luigi Masin in Via San Martino Superiore. Per il Centenario della nascita dell‘imperatore é stato affisso un e un monumento bronzeo di Luciano Zambolin sulla torre medievale di Piazza San Marco.